Seo Copywriting. Fare posizionamento con le parole

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Come si posiziona un sito web? Che cos’è la SEO? Come si fa a generare traffico da Google? Vi spiego, in questo post, qualcosa di più sul mio lavoro e su come opero per creare fonti di traffico organico da Google, profittevoli, durature e “pulite”.

Partiamo dalla definizione di SEO:

La SEO, ovvero l’ ottimizzazione per il motore di ricerca è costituita da quell’ insieme di attività utili a permettere ad un sito web o ad una pagina specifica, di essere presente su Google.it su parole chiave strategiche. Parole ghiotte per l’ azienda, capaci di permettere di raggiungere pubblico, altamente targetizzato.

Ma come si fa ad essere primi sul motore di ricerca?

Chiariamo subito un punto. Il fatto di apparire su Google.it, non è un favore o un artificio del vostro consulente SEO, chiunque esso sia. È un processo organico, quindi naturale, che riguarda praticamente tutti i siti presenti in rete (o almeno quelli che stabiliscono collegamenti con altri siti web).

Se un sito riceve un link in ingresso, sarà con tutta probabilità scansionato spontaneamente da Google. Il motore riuscirà a definirne i contenuti e quindi a catalogarli. In questo modo, Google restituirà il sito web nelle SERP, ovvero nei risultati del motore di ricerca. Da qui ad essere nella prima pagina sul motore, però, ce ne corre.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row color_scheme=”primary” us_bg_image_source=”media” us_bg_image=”23022″][vc_column][vc_column_text]

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L’ importanza di creare storie sincere

Sapete nel lavoro della SEO quali sono le cose più importanti? Sono le storie coinvolgenti. Che significa? È stupido pensare alla SEO come una strategia limitata solamente all’ acquisizione di link in ingresso. Piuttosto che parlare di link building infatti, oggi preferisco parlare di link earning. Ovvero di un efficace guadagno di link in ingresso e citazioni, che possono anche avere stimoli manuali ma sempre finalizzati a sollecitare una creazione naturale e costante di nuovi link e interazioni sociali. Insomma, l’ attività di costruzione link va pensata come una strategia parziale, utilissima in una fase di startup o rilancio di un progetto. Un canale che però piano piano dovrà imparare a camminare con le proprie gambine. Come? Con contenuti di valore e sempre lavorando nel rispetto e in perfetta sintonia con le linee guida suggerite da Google.

E come si fa ad essere linkati in maniera naturale da altri siti web? Producendo contenuti, freschi, coinvolgenti e interessanti. Anche per migliorare, l’ essenziale permanenza del navigatore sul sito web, altro tassello necessario ad una SEO vincente.

In quest’ ottica, secondo la filosofia che ispira il mio lavoro quotidiano, sconsiglio di pensare ad un sito web come ad un volantino pubblicitario. Un tariffario crudo, un catalogo, magari graficamente piacevole, che conduca sempre e inesorabilmente alla vendita di qualcosa. Rilassiamoci un po’. Il fine di un’ attività di web marketing, anche piccola o piccolissima, è quella di colpire la nicchia. Coinvolgerla e conquistare autorevolezza in uno specifico settore. Il più circoscritto possibile.

Il sito web è un canale di comunicazione esteso, comprendente non solo i prodotti ma gli argomenti e i valori rappresentati da un’ azienda. Perché un business nasce da una passione e i prodotti che ne derivano sono solo la conclusione di un processo creativo sempre unico. Per questo, è bene che un sito web così come un canale social, ripercorra la stessa strada raccontando, prima del prodotto, la storia straordinaria della quale il prodotto è sintesi.

Cioé?

Si chiama storytelling. L’ arte di raccontare storie, attraverso i blog e i social. Uno storytelling su web, efficace e vincente, può, anzi deve, essere molto semplice. Elementare e diretto. Scalare parole chiave molto competitive, richiede un periodo di lavoro mediamente lungo, durante il quale costruire comunità di interesse attraverso i contenuti.

E su questo, lo spazio nel mercato italiano è ancora moltissimo. Andando a studiare molti risultati di ricerca (SERP) è facile rendersi conto che gran parte dei siti web e dei blog aziendali, non raccontano nulla. Hanno il più delle volte seminato link in ingresso trascurando quasi totalmente la strategia on site dei contenuti di valore.

Senza dare al web, nulla di buono e gratuito. Senza regalare nulla. Ma perché un sito web, dovrebbe essere ritenuto più pertinente di un altro?

Un magazine interno al sito web, può estendere come detto sopra, valori e argomenti, annaffiando la rete di consigli utili, di approfondimenti unici.

Una buona strategia SEO può essere sviluppata solo attraverso un’ adeguata progettualità, mantenendo salda l’intenzione di capire, cosa piace ai lettori. Non a Google.

E un esempio chiaro di cosa si intende per web story telling è questo stesso post. Qui sto aprendo qualche spunto di riflessione, aumentando la conoscenza degli utenti riguardo il mio lavoro e le attività di UpGo.it. Creando quindi valore reale per tutti i soggetti coinvolti, lettore incluso.

Comprare link online per la SEO ha davvero senso?

Alcuni amici si rivolgono a me confessando di aver fatto affidamento nel passato a servizi di link farm e link bulding per migliorare il proprio posizionamento sul motore di ricerca. Ma che cos’è la link building e perché oggi, più di prima, può essere anche pericolosissima?

La link building è un servizio venduto come strumento SEO, ovvero utile al miglioramento della posizione su Google, proprio sulle parole chiave che più ci interessano. Le più ghiotte. E quindi le più complicate da conquistare.

È giustamente diffusa la consapevolezza che Google assegni valore e credibilità ai siti web, sulla base dei link ricevuti ma spesso si ignora l’ aspetto della qualità, pensando di poter fregare il motore più utilizzato, giocando sulla quantità.

Non è facile difendersi dai fuffaroli della link building, molto attivi nel fare facili promesse e abili nel far sognare miracoli, per pochi euro d’ investimento. Dopo la cattiva esperienza, in molti sono convinti di aver buttato qualche decina di euro in un’ attività inutile. In realtà la link building fatta male non solo non serve proprio a nulla ma è sul lungo periodo estremamente nociva per la preziosa relazione che un sito web deve avere con Mountain View.

Negli ultimi anni, Google ha cambiato strategia rispetto ai link. Se prima ad essere puniti erano solo gli spacciatori di link oggi, seppur di rado, sono anche gli utilizzatori di link gli obiettivi delle penalizzazioni.

Così in Google sono certi di sradicare una volta per tutte il fenomeno. Non a caso, in una sorta di tribunale penale dei furbetti, il Search Console è stato arricchito dello strumento “Rifiuto dei Backlink” utile ad indicare direttamente al team Google, quali link sono da ritenersi contrari alle relativamente semplici norme sulla qualità imposte dal motore.

Il Rifiuto dei Backlink è una sorta di appello, di auto-dichiarazione di conformità. In questo modo, possiamo (sempre che abbiamo un sano e virtuoso rapporto con il Search Console) eliminare i tentavi malsani come spam e collegamenti di bassa qualità.

Il più delle volte però il danno è fatto. E il sito web oggetto di link building innaturale, è seriamente compromesso. Google il più delle volte scopre il tentativo marpione e, in alcuni casi, viene influenzato da fattori fuorvianti.

Un esempio?

Il vostro sito appena nato, riceve un centinaio di link in entrata, dai siti più disparati e magari non di lingua italiana. Secondo voi, un’ attività di link building come questa, potrà mai aiutare il vostro italianissimo e tematicissimo sito web?

Pensare che Google sia stupido non gioverà al posizionamento del tuo sito web

Il punto, in definitiva è proprio questo. Potete anche non leggere le lunghe norme sulla qualità dei link in ingresso. Chissenefrega. Ciò che dovete tenere a mente è la normale saggezza del buon padre di famiglia e rendervi conto, da soli, che i link non si misurano in quantità ma in qualità. E per essere buoni e giusti devono essere naturali. Organici. E allora è morto l’ article marketing? E allora i comunicati stampa non hanno più senso?

Assolutamente no. Almeno secondo la nostra esperienza. L’ opposizione di Google ai link innaturali non significa che non si possano adottare strategie di stimolo alla costruzione di una rete di link in ingresso.

I link in ingresso e in uscita, definiscono la tematicità del vostro sito

Link in ingresso e link in uscita sono elementi utili a definire l’ argomento di un sito web. Per questo, le link farm, sono il male assoluto. Comprare mezzo etto di link, non garantirà mai un buon posizionamento. Un collegamento invece, ben ancorato in un testo di qualità, potrebbe mettere il turbo al vostro sito. Per questo, è importante capire, che la SEO è un’ ottimizzazione fondamentalmente artigianale. E per farla bene, dovrete rivolgervi ad un artigiano che in quanto tale, sarà in grado di costruire, su misura, un progetto di link building intelligente per il vostro sito internet.

I guest post sono ancora ingredienti utili a migliorare e definire le posizioni su Google ma solo se siete disposti a credere che Google non sia un idiota totale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]